Par’Sarosthymm

Ovvero di come l’amore non corrisposto di un’elfa condusse un umano a una morte felice.

Della città umana
di Skarbarògg tanto s’è detto:
della sua fiera mondana,
con pozion d’ogne effetto
e frutti buoni
e tomi e pani.

Ma fra del tempo le pieghe,
qualcosa di trist’avvenne.
Là la portò di tante leghe
un viaggio, elfa fra le donne.
Giunse bella fra le belle,
con la corte e le sorelle.

Viss’a Skarbarògg un ragazzo,
Karl egli si chiamò.
E ben fu presto pazzo,
per codesta che amò.
Bella quanto fu fra le belle,
occhi d’autunn’e’l crine nero ribelle.

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Wolfwalkers: storie di lupi irlandesi – Recensione

Il periodo natalizio (o Yule, per riprendere il nome pagano) è un momento fondamentale, momento di rinascita e periodo di riposo, in cui magari possiamo approfittare delle festività per rilassarci a guardare qualche bel film.
E quale film migliore di quello che vi propongo oggi?
Sto parlando di Wolfwalkers – Il popolo dei lupi, diretto da Tomm Moore e Ross Stewart (e prodotto da Cartoon Saloon e Mélusine), opera lontana dai blasoni disneyani o di altre grosse case produttrici, ma che ben poco ha da invidiare ai prodotti multimiliardari di Pixar & Co.

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Soul: l’anima della Pixar – Recensione

Con le feste natalizie, Disney ha fatto regalo agli abbonati del suo servizio di streaming Disney+ del film d’animazione Soul, ultimo lungometraggio sviluppato dai Pixar Animation Studios.
Con la trama che la Pixar è riuscita a imbastire questa volta, e il modo toccante in cui quest’opera è stata portata a termine, possiamo dire senza dubbio o rischio di errore che siamo effettivamente di fronte a un cartone animato, in cui animato ha il senso letterale di dotato di anima.

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Diario di Viaggio: Death Stranding

Un’altra avventura, un altro Diario di Viaggio, questa volta nel mondo devastato di Death Stranding.

L’8 novembre 2019 usciva su PlayStation 4 il videogioco Death Stranding.
Nato dalla mente di Hideo Kojima (il papà della serie di Metal Gear) con la sua Kojima Productions, Death Stranding è un’avventura molto particolare.
Con un taglio fortemente cinematografico e una colonna sonora come poche se ne sono sentite nel panorama videoludico degli ultimi anni, Kojima ha piegato la tecnologia al suo volere, per donare ai giocatori un’esperienza toccante e quasi sognante.
Un cast d’eccezione (Norman Reedus, Léa Seydoux, Troy “Joel di The Last of Us” Baker, Lindsay Wagner, Margaret Qualley, i registi Nicolas Winding Refn e Guillermo Del Toro) rende omaggio a una storia di perdita, rinascita e speranza con una serie di personaggi in cui sarà impossibile non ritrovare un pezzo di noi.

Gli Stati Uniti d’America (il mondo intero?) sono allo sbando, dopo che l’evento noto come Death Stranding (come lo spiaggiamento dei cetacei) ha reso molto più labile il confine fra vita e morte, reale e aldilà.
Creature note come CA (Cose Arenate) o BT (Beached Things), morte o morenti, si aggirano in questo nuovo mondo. Intanto i viventi possono provare a raggiungere la Spiaggia, l’aldilà personale che possiede ciascuno di noi. A concludere questo trittico di anime sperdute, ci sono i BB (che sta per Bridge Baby), bambini non nati, a cavallo fra la non-vita nella placenta della madre e una nascita che non vedranno mai: trasportati in capsule apposite, aiutano i viaggiatori a riconoscere le minacce e a muoversi più al sicuro.
Noi interpretiamo Sam Porter Bridges, personalità problematica ma anche infaticabile corriere, addetto alle consegne fra le varie città e rifugi protetti dai pericoli esterni e dalla temibile cronopioggia.
Un lunghissimo ma doveroso preambolo per augurarvi buona visione con questo Diario di Viaggio, racconto per immagini senza didascalie o commenti. Ovviamente occhio agli SPOILER.

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Diario di Viaggio: Marvel’s Spider-Man

Un viaggio per immagini nella New York dell’Arrampicamuri più famoso del mondo.

Nel primo Diario di Viaggio abbiamo fatto una gita nell’universo mitologico di God of War. Questa volta invece volteggiamo fino a New York, dove troviamo ad attenderci il nostro amichevole Uomo Ragno di quartiere.
Il videogioco di Insomniac Games Marvel’s Spider-Man (per gli amici solo Spider-Man) ci racconta un po’ della vita del noto e amato Peter Parker, giovane sfortunato alla ricerca di uno scopo, che però è in grado di diventare il supereroe Spider-Man grazie ai suoi poteri ragneschi e ai gadget che lui stesso si crea. La sua vita va avanti fra la collaborazione con il geniale scienziato Otto Octavius e la cattura di ladri e assassini, fra l’attività di volontariato presso il centro gestito da sua zia May e le occasioni perse con la sua ex, MJ.
Salti fra i grattacieli di New York e uno scontro con Mister Negativo, una battaglia con Electro e una scazzottata con lo Scorpione o con Rhino, fino magari a una danza aerea con l’Avvoltoio e molto altro ancora: non manca davvero nulla nella vita di Peter, o forse c’è anche troppo?
Eccovi qualche frammento nella vita di Peter Parker [e come sempre occhio agli SPOILER, se ancora non lo avete giocato].

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Due di noi

Ellie ed Abby: una poesia post-apocalittica.

Ci son storie
che dalla fine traggon
l’inizio:
questa è la tua, Ellie.

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Amore: 76

Overwatch, Soldier:76 e un amore.

Nato in Indiana,
cresciuto in Indiana,
forgiato in Indiana:
un ragazzo di Bloomington,
questo ero io.

John “Jack” Morrison,
e questo il mio vecchio nome,
prima che
una nuova vita arrivasse
a distruggere tutto.
E quella, quella di prima,
una bella vita:
erano la fattoria, la famiglia,
era Vincent.

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Diario di Viaggio: God of War

Le immagini che hanno segnato il mio viaggio in “God of War”.

Inauguro con God of War una nuova rubrica (se rubrica la si vuol chiamare), un personale Diario di Viaggio: questi “diari” saranno collezioni di screenshot scattati durante le mie scorribande videoludiche.
Il primo di questi diari è appunto dedicato a God of War. Videogioco del 2018 sviluppato da Santa Monica Studio in esclusiva per PlayStation 4, God of War riprende l’omonima serie e ci racconta la storia di un viaggio: Kratos, figlio dello Zeus greco, è giunto in Nord Europa dopo la sua mattanza di divinità elleniche, assai più meschine di quel che crediamo. Nel profondo e gelido Nord, Kratos ha provato a farsi una nuova vita, e ha perfino un figlio, il giovane arciere Atreus.
Questa è una storia di segreti e forza bruta, una storia che opporrà Kratos e Atreus alle divinità norrene, crudeli ed egoiste quanto quelle dell’Antica Grecia. Nonostante la difficoltà, tuttavia, padre e figlio viaggiano per un proposito nobile, consegnare le ceneri di Faye, moglie e madre, al pacifico silenzio della montagna più alta dei Nove Regni, situata nel regno dei giganti di ghiaccio, Jötunheim.
In questo pellegrinaggio, i due incroceranno il cammino di amici e nemici. Ci saranno nani, il dio Baldur e la dea Freya, il serpente del mondo Jörmungandr, elfi, troll, giganti, il saggio Mimir, i non morti draugr e altri ancora. Per il resto, vi auguro buon viaggio.
[Nota: ovviamente occhio agli SPOILER, se ancora non lo avete giocato.]
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Di un guerriero credente

Una poesia per un viandante di una galassia lontana lontana.

Dell’Impero, caduto,
non v’è più traccia,
nel cielo ormai muto,
e neppur della feccia
prima ribelle sperando,
e ora al comando.

Ma per il potere la lotta,
su Nevarro o Arvala-7,
ancor in sangue è tradotta,
anche se credette
qualcuno fra di noi
di viver bene poi.

Mando, il Mandaloriano,
sempre celato sotto l’elmo
nella sua carne d’umano,
con polso armato e fermo
ben sapeva della morte
che dischiude le sue porte.

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Ma almeno il Sole

Una storia sul presente e su di un futuro (im)possibile.

La porta di piombo, nel suo spessore di 1 metro e 55 centimetri, non è mai stata aperta.
Nessuno ha mai sentito il suo rombare tintinnante, né ne ha mai udito il clangore degli ingranaggi, e neppure lo sbuffo che avrebbe fatto l’enorme porta se fosse stata aperta.
E sicuramente nessuno ha mai visto la luce al di là della porta di piombo, né al di là di tutta la pietra e di tutta la roccia che ci circonda.
Certo, qualcuno dei nostri predecessori quella luce l’avrà pur vista, qualcuno di loro avrà pur sentito il rumore della porta, quando gli si chiuse alle spalle per l’ultima volta. Ma ormai, se non ricordo male, sono passati 73 anni. Potremo uscire, prima o poi?

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